Stretching: quando è il momento migliore per praticarlo? Prima, durante o dopo l’allenamento? Quando apporta i maggiori benefici al corpo? Scoprilo in questo post!

Hai mai pensato che lo stretching è una di quelle attività che l’uomo pratica istintivamente? Ad esempio, al risveglio da un sonno ristoratore, spesso allunghiamo i nostri muscoli portando le braccia in alto, ruotando il capo o portando il tronco verso gli arti inferiori. Ed è un movimento spontaneo, che eseguiamo perché apporta benefici al nostro corpo e benessere al nostro stato psico-fisico. E questo sì che siamo in grado di apprezzarlo!

Ma qual è il momento migliore per fare stretching? E quali benefici ci riserva? Cominciamo da questi ultimi e poi ci addentriamo alla scoperta del timing giusto per fare stretching.

Quali sono i benefici dello stretching?

I lunghi anni come Personal Trainer a Catania mi hanno insegnato che, se c’è un’attività fin troppo spesso trascurata nelle palestra, questa è proprio lo stretching. Solitamente istruttori e atleti pensano più ad altri obiettivi primari: dimagrimento, aumento della massa muscolare, miglioramento della forza e della resistenza. Ma lo stretching? Anche lo stretching deve diventare un obiettivo per gli sportivi e ti spiego perché.

Alcuni tra i più importanti benefici dello stretching sono:

  • la riduzione e la prevenzione delle contratture, soprattutto se lo stretching è eseguito dopo un allenamento ad alta intensità;
  • il facilitamento della mobilità articolare;
  • l’aumento dell’elasticità dei muscoli;
  • il miglioramento della capacità di movimento;
  • favorisce la circolazione e riduce la pressione arteriosa, migliorando il funzionamento del sistema cardio-circolatorio;
  • riduce lo stress fisico e agisce positivamente sul sistema nervoso.

Chiaro ora perché anche tu devi inserire lo stretching nel tuo programma di allenamento e devi farlo regolarmente? Bene, capiamo ora quando è giusto praticare lo stretching.

Quando fare stretching?

Dall’inglese to stretch, lo stretching è l’attività di allungamento muscolare che apporta i suoi benefici al corpo solo se praticato in due momenti:

  • nella fase finale di un allenamento e con intensità bassa;
  • come allenamento in formula esclusiva. Questa è la soluzione migliore, la più vantaggiosa per il corpo, perché ti permetterà di eseguire lo stretching con tecniche avanzate e con l’intensità giusta. 

Sono in molti, ancora oggi, a credere che fare stretching prima dell’allenamento aiuti a migliorare le prestazioni sportive. Nulla di più sbagliato e dannoso! La ricerca scientifica parla chiaro circa l’inutilità e il rischio di eseguire lo stretching nelle fasi che precedono l’allenamento o una competizione sportiva. Il ricercatore Stephan Turbanski ha analizzato gli effetti negativi dello stretching eseguito durante la fase di riscaldamento muscolare. Sai cosa causa lo stretching praticato prima di allenarti? 

  • La riduzione della prestazione sportiva;
  • la maggiore esposizione a rischio infortunio.

Accidenti!, avrai pensato, vero? E sai perché lo stretching praticato durante la fase di riscaldamento muscolare causa questi danni? Le ragioni sono imputabili alla riduzione della stiffness muscolare, ovvero della capacità di accorciamento di un muscolo dopo l’allungamento. Già, perché lo stretching è proprio questo: il defaticamento, il rientro nelle condizioni di normalità, il relax muscolare. E qual è il momento migliore per praticarlo se non dopo un allenamento o – ancor meglio – in una seduta ad hoc?

Vuoi approfondire l’argomento? Ti consiglio di leggere: Fare stretching: consigli pratici e video dimostrativi.

 

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